FIRENZE – “Questi devono dare le dimissioni, senza se e senza ma”. Acque agitatissime all’interno della Fondazione Don Milani: nei giorni scorsi il presidente Agostino Burberi ha deciso la “sospensione” di alcuni dei soci dalle attività di accompagnamento dei gruppi alla chiesa di Barbiana, dopo che alcuni avevano espresso forti critiche nei confronti della “spettacolarizzazione” dell’evento organizzato alcune settimane fa a Barbiana per il 100/o dalla nascita e cui ha preso parte anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Tra i soci sospesi c’è anche Guido Carotti – uno dei “ragazzi di don Lorenzo”, che ha frequentato la scuola per 13 anni fino alla morte del parroco nel 1967, e attivo nella Fondazione da alcuni anni – che però non ci sta affatto. E non solo rivendica il suo diritto di critica, ma passa al contrattacco e, a ai microfoni di Novaradio, non esita a chiedere le dimissioni del presidente. “Io e altri che hanno espresso critiche e perplessità – spiega – ci siamo trovati senza preavviso fuori dal calendario delle visite e di fatto espulsi. Nella riunione di sabato il presidente ci informa che non ha deciso lui e che non poteva fidarsi di chi ha espresso questo parere, ha deciso di sospenderci”.
Un modus operandi che secondo Carotti “stride” con i principi dello Statuto della Fondazione e dei principi milaniani: “Non solo non c’è democrazia ma neppure il minimo confronto che anche i monarchi illuminati usano, c’è l’arroganza di mantenere una posizione senza nessuna contrapposizione: questo si chiama oligarchi, si chiama autoritarismo” rincara la dose, e aggiunge: “La gestione negli ultimi due anni di questa Fondazione è contro ogni logica che possa richiamarsi ai valori e ai dettami della scuola di Don Milani. Vorrei capire che ci stanno a fare”.