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FIRENZE – La rissa a colpi di coltello tra due gruppi di giovani migranti nei pressi del CAS di Viale Corsica in cui è risultato ferito un 19enne tunisino (tuttora ricoverato in gravissime condizioni a Careggi) ha riportato in evidenza tutte le difficoltà legate all’accoglienza dei “minori stranieri non accompagnati” – circa 500 secondo i dati del Comune – e ai frequenti episodi di cronaca, più o meno gravi, di cui sono protagonisti. Sull’evento singolo indagano le forze dell’ordine, si ipotizza un regolamento di conti tra bande rivali per questioni legate allo spazio di droga.
Ridurre però questi episodi a meri fatti di cronaca è però fuorviante, perché trovano la loro origine in una situazione che deriva dai deficit del sistema di accoglienza italiano ulteriormente indebolito da una serie di scelte politiche degli ultimi anni. Ne è convinta Sofia Ciuffletti, presidente dell’associazione L’Altrodiritto. Si ratta di questioni complesse che non vanno semplificate” dice, sottolineando però alcune delle cause strutturali all’origine degli episodi di devianza dei MSNA: la disapplicazione in concreto del dettato della “legge Zampa” che prevederebbe che i minori migranti vengano seguiti in via prioritaria da famiglie affidatarie e viceversa l’adozione di un modello basato sui CAS, luoghi in cui i ragazzi non possono contare sui percorsi di educazione ed inclusione sociale degli ex SPRAR/SAI. In questa condizione di sostanziale abbandono, spiega Ciuffoletrti, i giovani stranieri sono facili preda del racket, che li indirizza con cui i giovani stranieri devono ripagare il debito contratto dalle loro famiglie per finanziare il loro viaggio fino in Europa.