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Radio Moka - 29 marzo 2025
Marta Iacopini, Amnesty International Firenze, 28 marzo 2025
Manfredi Lo Sauro, vicepres. Arci Firenze 26032025
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FIRENZE – Stop al genocidio in Palestina, fine della guerra e dell’occupazione militare: la Firenze per la pace torna in piazza domanio pomeriggio, 29 marzo, con una manifestazione-corteo, per chiedere che si fermino le armi nella Striscia di Gaza, dove il 18 marzo scorso si è rotta la tregua tra Israele e Hamas e l’IDF ha ripreso le azioni militari, ma anche Cisgiordania, dove sono riprese le violenze dei coloni e gli arresti ingiustificati dei militari israeliani – di cui il fermo del regista Ballal, premio Oscar per “No other’s land” è solo il caso più emblematico.
I dati della distruzione parlano di oltre 50.644 mila civili uccisi, tra cui oltre 13 mila bambini. Oltre 113 mila i feriti, un milione e 876 mila sfollati e 436 mila case distrutte, il 92% danneggiate. Ma anche l’uccisione di 1.060 operatori sanitari 569 insegnati, 387 operatori umanitari e 206 giornalisti. E ancora l’88% delle strutture scolastiche rase al suolo e il 69% delle infrastrutture idriche danneggiate.
Ad promuovere la manifestazione, una ampio ventaglio di soggetti: Amnesty International Firenze, ANPI Firenze, ARCI Firenze, CGIL Firenze, Cospe, Emergency Piana Fiorentina, Libera, Legambiente, Oxfam. Il concentramento è previsto alla 14,30 in piazza Poggi: da lì il corteo arriverà fino a piazzale Michelangelo.
“La situazione è gravissima” dice Marta Iacopini di Amnesty International Firenze – e quello cui stami assistendo è un silenzion assordante non solo da parte dei mass media ma anche della politica. E’ necessario prendere una posizione forte, prendere parte, a Firenze come altrove”. Come Amnesty siamo sul campo per raccogliere testimonianze sulla violazione dei diritti umani e le prove del genocidio che Israele sta perpetrando”.
“E’ necessario allargare sempre di più il consenso intorno alla causa e alle condizioni drammatiche in cui vive il popolo palestinese -spiega Manfredi Lo Sauro, vicepresidente Arci Firenze, tra i promotori della manifestazione – e che la comunità politica, dalle istituzioni locali fino al governo, all’UE e l’Onu esercitino una reale pressione politica sul governo di Tel Aviv per la cessazione del conflitto”.
Questa la piattaforma:
Martedì 18 marzo il governo Netanyahu ha deciso di interrompere la fragile tregua firmata il 19 gennaio scorso e lo ha fatto scientemente con una serie di bombardamenti che hanno causato centinaia di vittime civili. Venendo meno agli accordi presi, il governo israeliano ha deciso di riprendere la guerra su Gaza, mettendo a rischio la vita di migliaia di civili, compresa quella dei suoi stessi concittadini ancora in ostaggio, per meri calcoli di sopravvivenza politica, compiendo l’ennesimo crimine di guerra.
Negli ultimi 17 mesi un governo, ormai apertamente suprematista e colonialista, ha promosso la distruzione di oltre il 90% delle infrastrutture civili di Gaza, ha sfollato con la forza quasi 2 milioni di persone, ha commesso un ecocidio e reso inabitabile la Striscia di Gaza e ha ucciso una quantità di persone che solo la Storia saprà quantificare con maggiore certezza; ad oggi alcuni studi scientifici calcolano in quasi 200.000 morti le vittime dirette ed indirette della guerra di Israele su Gaza.
Da decenni in Palestina si stanno promuovendo politiche discriminanti e oppressive verso la popolazione palestinese, ma ormai c’è stato il salto di qualità del governo israeliano che apertamente dichiara i suoi propositi di sostituzione etnica del popolo palestinese dalla Palestina storica. A questo si aggiungono i piani distopici dell’amministrazione Usa, che dopo mesi di complicità nella commissione dei crimini di guerra e contro l’umanità israeliani, ora si fa promotrice dello sfollamento di massa della popolazione di Gaza. Tutto questo è inaccettabile.
La violenza sia dei coloni che dell’esercito israeliano non si ferma neanche in Cisgiordania, dove sono ormai oltre 40.000 gli sfollati. Da giorni Israele aveva inoltre interrotto qualunque ingresso degli aiuti umanitari e della fornitura di energia elettrica a Gaza, in aperta violazione del Diritto Umanitario Internazionale e dichiarando apertamente di voler prendere Gaza per fame.
Tutte le risoluzioni Onu sulla questione israelo palestinese e le sentenze e i pareri dei tribunali internazionali sono stati disattesi. Gli organismi internazionali che dovrebbero garantire la convivenza tra i popoli sono stati vilipesi, calunniati e resi quasi un orpello inutile dalle potenze mondiali e dalla mancata difesa da parte dei governi europei. Addirittura il parlamento israeliano ha messo al bando Unrwa, la principale agenzia ONU che si occupa dei rifugiati palestinesi. Siamo al punto in cui chi detiene il potere della forza disconosce e rigetta le regole di convivenza che la cosiddetta Comunità Internazionale si era data per garantire la convivenza dei popoli.
In questo contesto l’Unione Europea è stata colpevolmente silenziosa, quando non direttamente complice dei crimini israeliani. In un momento storico in cui l’Unione Europea sta discutendo sul suo ruolo e su possibili cambiamenti storici delle sue strutture fondamentali, crediamo che sia giunta l’ora che riacquisisca il ruolo fondativo di promotrice di convivenza internazionale, di pace e giustizia internazionale. L’Unione Europea non può perdere l’ennesima occasione di giocare un ruolo decisivo per la costruzione della Pace e della convivenza tra i popoli, deve smarcarsi completamente dalle influenze Usa e deve abbandonare ogni titubanza e complicità facendosi promotrice del rispetto del Diritto Internazionale. Come società civile italiana, e anche europea, non accettiamo di vedere i nostri governi e le nostre istituzioni ferme a guardare la distruzione di un popolo e di un territorio.
𝐂𝐡𝐢𝐞𝐝𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐚𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐅𝐢𝐫𝐞𝐧𝐳𝐞, 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐑𝐞𝐠𝐨𝐧𝐞 𝐓𝐨𝐬𝐜𝐚𝐧𝐚 𝐞 𝐚𝐥 𝐆𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢 𝐚𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚𝐫𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐧 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐦𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢 𝐞 𝐝𝐢𝐩𝐥𝐨𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐢:
– per fermare l’occupazione israeliana di Gaza e della Cisgiordania;
– per l’applicazione integrale delle risoluzioni Onu e delle sentenze della Corte Penale Internazionale e della Corte Internazionale di Giustizia;
– per difendere il Diritto Internazionale a prescindere da chi sia il Paese accusato di violarlo;
– per aprire immediati canali di aiuti e sostegni alla popolazione palestinese stremata da mesi di assedio e bombardamenti;
– per mettere in grado il popolo palestinese di autodeterminare la propria rappresentanza politica;
– per creare le condizioni per l’apertura di un vero tavolo di negoziati in cui si confrontino direttamente rappresentanti palestinesi ed israeliani con pari dignità e diritti.
Scritto da: Redazione Novaradio
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