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“Io, padre di un bambino nato con la gestazione per altri, contro la ‘lettera scarlatta’ che ci impone lo Stato” – ASCOLTA

today28/10/2024

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    Cristiano Fico, Famiglie Arcobaleno, 28 ottobre 2024

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FIRENZE – “L’amore non è un reato”: questo uno dei tanti slogan che ieri hanno caratterizzato il presidio di protesta organizzata dalla Famiglie Arcobaleno contro l’approvazione definitiva in Parlamento del “DDL Varchi”, che definisce la gestazione per altri un “reato universale”, ossia perseguibile anche se praticata all’estero (carcere fino a 2 anni e multa fino a 1 milione di euro): “Un presidio di orgoglio, protesta e difesa delle famiglie che vengono perseguite da questo fantareato, inapplicabile nella pratica ma infamante e discriminatorio” hanno spiegato i partecipanti alla protesta. A portare solidarietà alla protesta anche l’assessora regionale Alessandra Nardini per la Regione Toscana, rappresentanti del Comune di Firenze e di Prato, del Pd e della Cgil.

Cristiano Fico e il marito Massimiliano hanno fatto ricorso alla “gestazione per altri” in Canada, e grazie all’aiuto di Sarah, donatrice dell’utero, due anni e mezzo fa è nato Tommaso. Dato che la legge non è retroattiva, la coppia non è perseguibile, ma potrebbe esserlo se decidesse di avere un secondo figlio in futuro. “Cosa cambia per noi? Il fatto di sentirsi riconosciuti criminali universali – spiega  a Novaradio – e per nostro figlio essere frutto di un reato. Sulla sua testa ricade una lettera scarlatta posizionata dallo Stato”.  Come spiegarlo a mio figlio? “L’ho fatto durante la manifestazione a Firenze: ho tenuto un discorso scrivendo una lettera a mio figlio, spiegandogli che l’abbiamo voluto e che l’amiamo oltre ogni cosa al mondo, e non ci interessa come lo considera lo Stato o il governo, per noi rimarrà sempre nostro figlio”. Ma aggiunge: “Lui è piccolo, ma ci sono molti ragazzi partoriti tranmite Gpa che oggi hanno 10/14 anni o anche più. E’ molto difficile spiegare loro che lo Stato in cui abitano li considera dei reati”

La legge nei prossimi giorni sarà trasmessa al Capo dello Stato per la promulgazione: l’appello rilancato in queste ore è che non si proceda alla firma, anche tenuto conto delle osservazioni critiche da parte di molti governo stranieri in cui la Gpa è consentita, in primis gli USA, che hanno parlato di “violazione dei diritti”. Ma secondo molti osservatori e giuristi la legge contiene elementi di incongruenza da renderla inapplicabile e sottoponibile a ricorso.

Scritto da: Redazione Novaradio