FIRENZE – Prosegue senza soluzione di continuità la protesta che da 3 notti e due giorni ha portato un gruppo di operai del Collettivo di fabbrica ex GKN a salire sulla Torre di San Niccolò a Firenze per protestare contro il mancato pagamento di stipendi da otto mesi e della cassa integrazione pure accordata da governo e Inps, e contro lo stallo del tavolo per la reindustrilizzazione. Le ragioni degli operai sono state spiegate e condivise ieri pomeriggio in un’assemblea in piazza Poggi cui hanno preso parte oltre 200 persone. Da Palazzo Vecchio è arrivata la comunicazione che i primi due mesi di “cassa” sarebbero in pagamento a giorni. Il consigliere speciale perle cirsi aziendali del governatore Eugenio Giani, Valerio Fabiani, intervenendo in assemblea ha anticipato che tra i risultati della ricerca di alternative industriali da parte della Regione, sarebbe emersa anche l’interessamento di un’azienda a rilevare l’area dello stabilimento per farne un “parco industriale”.
“Per ora sul fronte stipendi e cassa non ci sono novità, la protesta va avanti” taglia corto Massimo Barbetti del Collettivo di Fabbrica questa mattina ai microfoni di Novaradio, che sull’ipotesi emerse dallo scouting aggiunge: “Vedremo i risultati, è giunto però il momento che le istituzioni prendano da parte la QF e Borgomeo e fargli capire che il suo comportamento è inaccettabile”. La protesta potrebbe andare avanti fino all’8 luglio, quando a Campi inizierà la due giorni di incontri, eventi e concerti “Luglio, insorgo quando voglio” (sul palco anche Punkeas e Assalti Frontali), in occasione dei due anni trascorsi dall’inizio della crisi industriale con i licenziamenti inviati via messaggio: “L’intero mese sarà costellato da iniziative di mobilitazione”.