TOSCANA – Altre 75.000 mascherine di tipo chirurgico per l’Amministrazione Penitenziaria sono state consegnate dalla Protezione Civile: si vanno ad aggiungere alle 200mila già distribuite e ai 770mila guanti di gomma monouso consegnati dai Provveditorati regionali agli istituti, di cui ha parlato il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede rispondendo al question time alla Camera dei Deputati.
Nonostante i riflettori sui penitenziari si siamo “spenti” con il rientrare delle proteste dei giorni scorsi, ancora troppe rimangono le criticità nelle carceri anche in Toscana, sia dal punto di vista della sicurezza sanitaria, sia delle problematiche psicologiche e di vivibilità. “Così come altrove, in carcere mancano i dispositivi di protezione individuale, ma là il rischio è maggiore a causa del sovraffollamento e degli spai angusti” segnala Sofia Ciuffoletti, dell’associazione Altrodiritto. Non è questa l’unica problematicità: “Con lo stop ai colloquio per evitare il rischio contagio dall’esterno, i detenuti hanno chiesto più possibilità di contatti telefonici: si è provveduto con telefonate skype e anche whatsapp” ma la situazione è ancora a macchia di leopardo.
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Migliore la situazione nelle carceri minorili, mentre preoccupa la situazione della “doppia quarantena” dei bambini reclusi con le madri – chiusi in carcere da innocenti, e costretti all’isolamento – e delle denute incinte (un acso al momento in Toscana).
“E’ stato chiesto di favorire le misure alternative e la possibilità di uscita dal carcere – sottolinea Ciuffoletti – e finora si è ricorso alle norme della “vecchia” legge Alfano: serve un provvedimento ad hoc per affrontare una situazione emergenziale e inedita da parte del Governo e del Parlamento“. Una appello è rivolto anche al Consiglio regionale: “La condizione dei detenuti rimane in ombra anche per la mancanza di un garante regionale (carica vacante da gennaio, con la nomina ‘congelata’ dalla sospensione delle attività dell’aula): “Il Consiglio regionale provveda quanto prima alla sua elezione, oppure si proceda con la nomina di un commissario, magari lo stesso garante uscente Franco Corleone”.