FIRENZE – “Il paradosso del decreto sicurezza bis è che tratta di tutto – ong e accoglienza migranti, inasprimento delle pene per i reati nel corso di manifestazioni, manifestazioni sportive e daspo – tranne che di sicurezza, in una classica operazione di distrazione di massa dei veri problemi e i temi che riguardano la sicurezza del cittadini”. E’ il giudizio dell’assessore comunale di Firenze, Andrea Vannucci, stamani ospite di Novaradio. “In questo caso si va però oltre: le norme sono in contrasto almeno con l’articolo 10 della Costituzione, sul rispetto delle convenzioni e dei trattati e i principi del diritto internazionale, come il diritto del mare e il suo principio base: che l’uomo a mare si tira su”.
A questa impostazione, Vannucci contrappone il “modello Firenze” per la sicurezza: fatto sì di agenti delle forze dell’ordine e vigili di quartiere, ma non solo. “C’è anche il tema della maggior illuminazione nei parchi e nelle periferie con il Piano luci da 1 milione di euro, l’incremento delle telecamere di videosorveglianza, degli eventi diffusi nei quartieri come per il Cinam alla Montagnola dell’isolotto, il contrasto al fenomeno dell’abuso di stupefacenti con un rinnovato impegno sugli ‘Educatori di strada‘”. Un piano articolato, fatto di più azioni. “Non scimmiottiamo affatto la destra, le loro ricette sono solo di controllo e repressione.”
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E sull’impiego di cittadini nella sicurezza, e le polemiche sulle “ronde” dell’associazione “Osservatori fiorentini” approvato dal Quartiere 4, repentinamente stoppato dal Comune? “Quella vicenda l’abbiamo chiarita ampiamente” dice Vannucci: “Niente ronde di cittadini privati qua a Firenze, il nostro modello di comitati di vigilanza tramite whatsapp sono una cosa diversa: non c’è nessun cittadino che pattuglia o sorveglia, ma semplicemente vive quotidianamente il proprio quartiere e con senso civico fa delle segnalazioni a chi di dovere”.