PISA – Notte su materassi di fortuna e sacchi a pelo nell’aula 27 del CNR di Pisa, da ieri sera occupata da un gruppo di lavoratori e ricercatori precari. Sale così di livello la protesta dei precari pisani della ricerca, dopo che nei giorni scorsi avevano organizzato un corteo per la città e un flash mob.
Una quindicina le persone che si sono accampate stanotte per presidiare l’aula, cui ora daranno il cambio “turno” altri ricercatori precari. La decisione è stata presa ieri al termine dell’assemblea dei lavoratori, da mesi in lotta per lo stanziamento di fondi per il personale degli istituti di ricerca, per imporre all’attenzione dell’opinione pubblica la condizione di tanti ricercatori che da anni – in certi casi anche decenni – lavorano senza un contratto stabile, ma tramite varie collaborazioni, borse assegni di ricerca.
Un esempio? Stefania, da 10 anni impegnata nel campo delle ricerca epidemiologica: 6 anni con un contratto di collaborazione, altri 4 da ricercatrice a tempo determinato ma rinnovati di anno in anno. >>> Ascolta
“Da anni chiediamo un cambio di passo sui fondi alla ricerca e sulla stabilizzazione dei precari – dice Cinzia Della porta , lavoratrice Cnr e sindacalista Usb – ma nella ultima di legge di bilancio predisposta dal governo i nuovi contratti da stabilizzare sono appena 300. Briciole per un paese che investe solo l’1% del Pil in ricerca, a fronte del 3% di paesi come la Germania” >>> Ascolta
A Pisa ci sono 1.500 dei 4.000 lavoratori complessivi del Consiglio Nazionale delle Ricerche: di questi, centinaia sono con contratti precari. Pronti ora a dare battaglia. Il tutto senza smettere di lavorare: “Siamo qua con i nostri computer – spiegano gli occupanti – con cui continuiamo a seguire i progetti. Nell’aula 27 saranno organizzati eventi ed iniziative di sensibilizzazione per dare forza alla mobilitazione, ed è già stata lanciata la pagina FB “Cnr occupato”. “Non ci chiuderemo dentro però – dice ancora Della Porta – l’idea è proprio l’opposto, aprire il Cnr alla città. E torneremo presto a portare la protesta nelle strade e nelle piazze di Pisa”.