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Novaradio - Notizie
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Livorno, 18 giugno 2013 - E' stato rilasciato Daniele Stefanini, 29 anni, il fotografo free lance livornese, picchiato e fermato durante gli incidenti di domenica scorsa a Istanbul. E' quanto riferisce la sorella di Stefanini, Alessia, spiegando che è stato lo stesso Daniele a telefonare la notte scorsa verso le 1,30 ai familiari a Livorno per informarli. La notizia del rilascio viene confermata dalla Farnesina. Un aereo lo riporterà a Roma alle 14,30: ad attenderlo ci sarà anche la sua famiglia. Alessia e i suoi genitori sono in partenza per la capitale.
Appena ha potuto, il giovane fotografo ha riacceso il cellulare per rassicurare la famiglia. E' ancora scosso per quello che ha vissuto, ma felice perché l'incidente si è chiuso velocemente. Raggiunto al telefono dall'ANSA mentre sta per salire sull'aereo, Stefanini non ha nascosto la paura che ha vissuto domenica. "Quando vedi cinque uomini con gli anfibi sulla tua testa ti spaventi - racconta -, io sono stato fortunato ad altri è andata molto peggio. Il momento più brutto è stato quando mi hanno letto i capi d'accusa in turco, io non capivo, è stato molto angosciante". Stefanini è stato fermato durante gli scontri tra i manifestanti e la polizia. "Mi hanno strappato la macchina fotografica dal collo, l'hanno gettata per terra, poi hanno gettato me per terra e mi hanno malmenato, come accade sempre quando in queste situazioni opponi un minimo di resistenza", racconta il fotografo che non ha nessuna intenzione di appendere la macchina al chiodo. "Tornerò sicuramente a Istanbul - ha concluso - è una città bellissima e io l'ho vista davvero poco".
Poco dopo il suo rilascio, Daniele Stefanini ha pubblicato un lungo posto sul suo profilo Facebook per ringraziare le "splendide e umane persone" cui deve la sua liberazione, per spiegare che "é stato un vero e proprio rastrellamento" e per dire che non è "stato ferito, ho preso sì tante mazzate ma i feriti seri sono altri". Speciali ringraziamenti anche per "i migliori colleghi di sempre per il sit-in davanti all'ambasciata turca (siete bellissimi in foto); quelli che neanche conosco e che sono stati in ansia per me; quelli che mi conoscono e che mi hanno maledetto per la mia incurabile incoscienza", "i compagni e le compagne di piazza Taksim, a loro va tutto il mio rispetto e la mia solidarietà". |
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Firenze, 18 giugno 2013 - Una delle escort al centro dell' inchiesta fiorentina su un giro di prostituzione in alcuni alberghi della città, per circa un anno ha vissuto ed esercitato gratis in una casa di un consorzio di cooperative sociale che si occupa di assistenza agli anziani, "Il Borro". Secondo quanto riportano oggi alcuni quotidiani la donna, una romena di 42 anni, ha abitato a titolo gratuito dal 2011 al 2012 in una delle case affittate da "Il Borro" per il proprio personale di assistenza.
Il consorzio è stato presieduto dal 2007 al 2012 da Massimo Mattei, assessore comunale Pd della giunta Renzi dimessosi la scorsa settimana per motivi di salute, pochi giorni dopo la notizia del coinvolgimento nell'inchiesta di un funzionario del comune, suo stretto collaboratore, che secondo le intercettazioni avrebbe fatto sesso con la giovane escort in un ufficio comunale. Secondo quanto ricostruito, la donna aveva effettivamente lavorato negli anni precedenti per il consorzio di assistenza prima di rientrare in patria. Quando poi è tornata a Firenze, in difficoltà economiche, è andata al consorzio per chiedere un aiuto che si è concretizzato nell'assegnazione di un alloggio gratuito che la donna ha lasciato poi a metà del 2012: é anche in quella casa che la donna avrebbe ricevuto clienti.
"Non sapevamo che lavoro facesse - spiegano dal 'Il Borro' -. Ci aveva detto di essere in difficoltà e darle una casa, come abbiamo fatto con altri, ci è sembrato un bel gesto". E, per quella scelta, secondo quanto appreso,il pm titolare dell' inchiesta Giuseppe Bianco non ha ritenuto di contestare ai responsabili del consorzio il reato di favoreggiamento della prostituzione. |
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Firenze, 17 giugno 2013 - Un'aggressione premeditata, un vero e proprio raid notturno a sfondo xenofobo ai danni di un gruppo di giovani nordafricani, in cui sarebbero coinvolti anche agenti della Polizia Municipale. Descritta così, sembrerebbe una scena pulp di un brutto film poliziottesco. Eppure è ciò che sarebbe successo pochi giorni fa in pieno centro Firenze, secondo quanto riferito nella denuncia-shock recapitata alla consigliera comunale del gruppo Perunaltracittà Ornella de Zordo, che ne ha dato lettura pubblica oggi pomeriggio nel Salone dei Duegento di Palazzo Vecchio, di fronte ad un attonito Consiglio Comunale riunito per la consueta seduta del lunedì, trasmessa in diretta sulle frequenze di Novaradio. Autore della lettera-denuncia è un cittadino fiorentino, la cui identità è nota alla consigliera ma che per ora intende mantenere l'anonimato. La stessa consigliera ha precisato di aver incontrato l'autore della lettera e di aver deciso di rendere noto il contenuto della missiva ritenendo che la segnalazione non potesse essere essere taciuta da un rappresentate eletto dai cittadini.
Questo il racconto dei fatti, che sarebbero avvenuti alle 23 circa di giovedì scorso in via Alamanni, nei pressi della fermata della tramvia della Stazione SMN. L'autore della lettera sta aspettando il suo tram quando nota un gruppo di 10-15 persone, tutti con guanti neri indosso e con un "fare a dir poco agitato". Stanno aspettando qualcuno o qualcosa: “Alcuni - si legge nella lettera - si scambiano frasi concitate, del tipo 'stasera è bandaccia' o 'ma dove sono? non vedo l'ora!'. Due di loro, più anziani, hanno in mano una radiolina. Il testimone, incuriosito, racconta di essersi avvicinato per capire meglio, quando dalla radiolina una voce dà il segnale: 'Dall'altra parte della strada! Stanno arrivando! attraversate!". I "più giovani, con i guanti neri e più prestanti fisicamente" si precipitano verso la tramvia mentre dal convoglio stanno scendendo 5-6 giovani di colore. In pochi istanti scatta l'aggressione, con i giovani italiani che si scagliano "con ferocia indescrivibile" contro gli stranieri: "Ho visto sicuramente un senegalese – si legge nella missiva - prima schiantato su una vetrina", e poi "inseguito insieme agli altri che scappando avevano già raggiunto la parallela" di via Alamanni.
L'autore della lettera riferisce di aver cercato di inseguire gli aggressori, temendo che "se li avessero raggiunto senza che nessuno fosse presente si sarebbero sentiti liberi di fare peggio", ma di non essere riuscito a stargli dietro. Tornando sui suoi passi verso la stazione, avrebbe incrociato nuovamente i due uomini più anziani con la radiolina che si stavano allontanando, e si sarebbe messo a seguirli. “Sono riuscito – scrive – a sentirli parlare al cellulare e uno di loro ripeteva ossessivamente: 'Dove siete? Vi serve una macchina? Vi mando una VOLANTE?' avrebbe chiesto al suo interlocutore. "Ho capito allora - scrive il testimone - che questi avevano anche una divisa", che si trattava cioè di pubblici ufficiali. Il pedinamento improvvisato prosegue fino nei pressi di via Montebello. "A quel punto - racconta ancora la lettera - uno dei due, lo stesso che aveva distribuito i guanti e che aveva "diretto l'operazione", si accorge di essere seguito. 'Perche ci segui? Dammi i documenti?' dice. 'Cerco via Montebello, ma mi sono perso' risponde l'uomo, che chiede perché dovrebbe esibire i documenti. "Per questo!" replica l'agente, mostrando il tesserino della Municipale. Il vigile non avrebbe annotato il nome, e dopo qualche domanda avrebbe invitato l'uomo a levarsi di torno. "Preso dalla rabbia e dall'adrenalina”, l'uomo sarebbe tornato alla fermata della tramvia, dove incontra un altro giovane africano. Gli chiede se avesse visto la scena di poco prima, ma il giovane non ha voglia di parlare: "Questi sono della municipale" avrebbe risposto, facendo con le mani il segno della pistola, e aggiungendo poi: “Molti italiani quando vedono noi impazziscono..”.
Nessuna formale denuncia o esposto è stato finora presentato alla magistratura a proposito dei fatti raccontati nella lettera. L'autore, riferisce la consigliera De Zordo, è ancora scosso ed intimorito, e si è preso ancora qualche giorno di riflessione per valutare il da farsi. Alla comunicazione della consigliera De Zordo non ha fatto seguito alcuna presa di posizione ufficiale da parte degli assessori presenti in Consiglio in rappresentanza della giunta comunale. Il sindaco, Matteo Renzi, che da gennaio scorso detiene le deleghe riguardanti la Polizia Municipale, non era in aula. (Riccardo Pinzauti)
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Firenze, 17 giugno 2013 - Sarà una Estate Fiorentina low cost e senza grandi nomi, quella che la città si appresta a vivere. Chi si aspettava una replica dell’eccezionale stagione vissuta un anno fa - quando Firenze si ritrovò ad essere il crocevia dei grandi eventi rock-pop, con i tre concerti live di Madonna, Bruce Springsteen e Radiohead - dovrà tornare con i piedi per terra. A confermarlo è stato lo stesso sindaco Matteo Renzi, presentando il programma dell’edizione 2013.
“Mancano i grandi concerti dell'estate scorsa ma tanti piccoli eventi in citta', e un unico grande evento domenica prossima, il concerto di Jovanotti”. Al cantautore milanese sarà inoltre consegnato il Fiorino d'Oro del Comune il giorno successivo, lunedi' 24, festa di San Giovanni.
Assieme al sindaco l'assessore alla cultura Sergio Givone e dal direttore Riccardo Ventrella hanno presentato la nuova Estate Fiorentina al tempo della crisi. Lo stesso simbolo prescelto per la manifestazione - un volo di biciclette verso la luna sul cielo di Firenze, in un gioco di citazioni fra E.T., Miracolo a Milano, e i mondiali di ciclismo 2013 - è emblematico di una kermesse che vivrà dell’attesa del grande evento sportivo in programma per settembre. Evento inaugurale è previsto per il 19 giugno con con il concerto dei Lambchop all'Anfiteatro delle Cascine.
Gli altri luoghi simbolo dell'Estate Fiorentina saranno piazza Santissima Annunziata, scelta per le proiezioni di cinema all'aperto, e il corso dell'Arno ''come spazio di vivibilita' urbana'', ha detto Renzi, intorno a cui realizzare progetti come interventi performativi e installazioni. Le domande valide sono state 78, il 25% in piu' rispetto al 2012, per 992 mila euro di richieste di finanziamento, 40% in piu' rispetto allo scorso anno. Il Comune investira' 270 mila euro, la stessa cifra del 2012. |
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Firenze, 14 giugno 2013 - A partire da domenica arriva anche in Toscana il grande caldo: l'Italia, ed in particolare la nostra regione, iunfatti saranno investiti dagli effetti della tempesta di caldo che durerà più o meno tutta la prossima settimana, con un picco venerdì prossimo, 21 giugno. L'espansione del grande anticiclone africano con radici subtropicali denominato "Ade"porterà aafa e alte temperature, con la colonnina di mercurio che potrà suiuperare anche in Toscana i 30 gradi. Già da domani il caldo inizierà ad aumentare pian piano e nei prossimi giorni "un po' ovunque si supereranno i 30-34 gradi, anche i 35 gradi a Firenze. Ad aumentare il disagio termico sarà l'afa, con grande differenza tra temperatura effettiva e quella percepita per effetto dell'umidità. |
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Firenze, 14 giugno 2013 - Una proposta di legge di iniziativa popolare per garantire almeno 8 giorni di chiusura annui di outlet e centri commerciali, oltre all'ipotesi di costituire con la Regione Toscana una commissione di monitoraggio sugli effetti prodotti dalle aperture continue di negozi e esercizi della grande e media distribuzione. Queste alcune delle ipotesi che saranno lanciate lunedì prossimo da 'Domenica no grazie', associazione che si pone l'obiettivo di lottare contro la liberalizzazione degli orari commerciali previsti dal decreto Salva Italia. Il movimento, insieme a sindacati, associazioni di settore e gruppi che riuniscono i dipendenti di esercizi della Gdo, si sono dati appuntamento lunedì sera a Villa Montalvo, a Campi Bisenzio, per un incontro sul tema.
Tra i presenti anche il presidente della Regione Enrico Rossi e il segretario della Filcams Cgil Franco Martini. L'iniziativa è state presentata oggi dal portavoce di 'Domenica no grazie' Diego Blasi, alla presenza dell'assessore toscano al commercio Cristina Scaletti. "La richiesta principale del movimento - ha detto Blasi - consiste nel voler vedere rispettati i diritti dei lavoratori, anche in vista degli ulteriori possibili sviluppi che ci saranno quando, uscite dal contratto di lavoro nazionale, le aziende della grande distribuzione in ogni centro commerciale potranno fare ciò che meglio credono". |
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